Malattie ereditarie, genetiche e congenite

Qual è la differenza?

young scientist pipetting

Che differenza c’è fra malattie ereditarie, malattie genetiche e malattie congenite? Si sente spesso parlare di malattie ereditarie e/o genetiche e/o di malattie congenite. I termini vengono spesso confusi o, peggio ancora, usati come sinonimi. Una malattia ereditaria è senz’altro genetica: può in effetti essere definita come una malattia causata da una mutazione genetica che è stata trasmessa dai genitori alla prole. Il termine congenita, invece, si riferisce semplicemente a una malattia che è presente fin dalla nascita. Tuttavia non è affatto detto che una patologia congenita sia anche genetica e, se genetica, che sia ereditaria o trasmissibile.

Genetiche e non genetiche

Dunque la classificazione fondamentale è in malattie ereditarie (tutte genetiche) e malattie congenite (non tutte genetiche). Per fare qualche esempio, le sindromi malformative sono tutte patologie congenite, perchè sono clinicamente evidenti fin dalla nascita (e alle volte già in utero attraverso l’ecografia), ma non sempre sono ereditarie. Le malformazioni fetali da esposizione a inquinanti o farmaci cosiddetti teratogeni, ad esempio, sono patologie congenite non ereditarie. Mucopolisaccaridosi, moculipodosi ed in genere la patologia sindromica di origine metabolica rientra invece nel capitolo della patologia congenita ereditaria.

Difetti genetici non ereditati e non trasmissibili

Esistono in realtà anche casi intermedi, caratterizzati da difetti genetici che, per la loro genesi particolare, non è completamente appropriato classificare come ereditari. Esempio classico: la patologia cromosomica de novo. Le sindromi malformative di origine cromosomica sono dovute ad aberrazioni cromosomiche de novo, cioè non presenti nel genitore e dovute ad eventi pre o post-zigotici di riarrangiamento cromosomico. A meno che il difetto cromosomico non sia presente in una certa quota di spermatozoi o cellule uovo del genitore (mosaicismo germinale, cosa per altro impossibile da escludere con certezza), è improprio definire queste sindromi come ereditarie. Inoltre, poiché in molti casi queste sindromi impediscono all’individuo affetto di riprodursi, la patologia non è trasmissibile.

Mutazioni de novo

In realtà tutta la patologia causata da mutazioni genetiche de novo (sia essa cromosomica o genica) meriterebbe una discussione più approfondita. In linea di massima, il termine de novo viene utilizzato per etichettare una mutazione che, identificata nel soggetto affetto, non riesce ad essere identificata in nessuno dei due genitori. Ciò può avere sostanzialmente due cause: (1) il difetto genetico è post-zigotico, insorto cioè nelle fasi replicative precoci delle cellule embrionali e, come tale, sarà presente soltanto in alcune cellule del soggetto affetto. Si parla in tal caso di mutazione somatica del soggetto affetto. (2) Il difetto genetico è pre-zigotico, essendo presente in uno dei due genitori, ma solo in alcune cellule delle gonadi. Si parla in tal caso di mosaicismo gonadico parentale.

Rischio empirico

Un genitore con mosaicismo gonadico sarà del tutto asintomatico (o solo blandamente affetto se la mutazione, oltre che in alcune delle cellule gonadiche, è presente anche in alcune cellule del corpo) e avrà un rischio empirico di ritrasmettere la mutazione nei concepimenti successivi che è stimato attorno al 5%. Non tutti i difetti pre-zigotici sono tuttavia presenti a mosaico: in molti casi si pensa che la mutazione insorga in un singolo spermatozoo o in una singola cellula uovo. Concettualmente, appare dunque evidente la differenza fra mutazione de novo vera e mutazione derivata da mosaicismo gonadico parentale. Tuttavia, poiché non è attualmente possibile eseguire un test per la verifica del mosaicismo gonadico parentale, le due condizioni vengono considerate indistintamente dal punto di vista pratico e, in sede di consulenza genetica, viene sempre attribuito un rischio riproduttivo empirico pari a circa il 5%.

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14 Comments

  1. Buongiorno ho la mia nipotina che e nata con ipertiroidismo congenito volevo sapere se e un fatto ereditario grazie

    • Grazie per la richiesta.

      Esistono delle forme di ipertiroidismo congenito geneticamente determinate, come ad esempio quella dovuta a mutazione nel gene del recettore dell’ormone TSH (TSHR). La diagnosi è possibile attraverso l’attenta valutazione clinica del paziente e l’esecuzione del test genetico. In caso di sospetto di ipertiroidismo congenito è indicata la consulenza genetica.

    • Grazie per il commento. Difficile pensare ad una correlazione a priori. Qualsiasi considerazione su casi di poliabortività non può che essere fatta sulla base della documentazione clinica o in sede di consulenza genetica.

  2. Salve! Io sono affetta da glaucoma congenito ad un occhio, se in un futuro dovessi avere un bambino potrebbe presentarsi in lui questo problema?

    • Gentile Signora,

      grazie per la richiesta e per l’interesse. Esistono diverse forme di glaucoma geneticamente determinate, anche a presentazione unilaterale. Diversi sono i geni le cui mutazioni possono dare glaucoma. Alcune mutazioni si associano a trasmissione autosomica dominante, altre a trasmissione autosomica recessiva. Per fare un calcolo delle possibilità di trasmettere la condizione alla prole è dunque necessario identificare la mutazione tramite l’analisi molecolare del DNA. Data l’eterogeneità genetica, l’esecuzione di un pannello che comprenda più geni è la scelta migliore. Per procedere alle valutazioni del caso e all’eventuale test genetico è necessario sottoporsi alla consulenza genetica.

    • Gentile Sig.ra Silvana,

      Grazie per il commento e per l’interesse nei nostri contenuti. Esistono diverse condizioni genetiche caratterizzate dalla presenza del piede torto congenito (clubfoot) e altri segni clinici associati. Sono inoltre stati descritti casi familiari di piede torto congenito isolato, a verosimile origine genetica. Per ulteriori approfondimenti sul suo caso personale, le consigliamo la consulenza genetica.

      Breda Genetics

  3. Mia moglie che ha avuto due figli ( prima dell’auneurisma) è stata affetta da aneurisma cerebrale.L’aunerisma è trasmissibile geneticamente (e quindi è trasmissibile per eredità) o è un caso di malformazione congenita non trasmissibile ereditariamente?

    • Gent. Sig. Matteo,

      grazie del messaggio e dell’interesse nei nostri contenuti. L’aneurisma cerebrale è una condizione relativamente frequente nella popolazione. Vi sono certamente dei fattori genetici che contribuiscono alla sua formazione, poiché nei familiari dei pazienti che hanno avuto un aneurisma vi è un aumento del rischio. La condizione riconosce tuttavia un’origine multifattoriale, nella quale i fattori genetici, insufficienti da soli alla formazione/rottura dell’aneurisma, interagiscono con fattori ambientali. Non sono fin qui noti geni che sia possibile indagare tramite il test genetico. Detto questo, va comunque ricordato che esistono forme sindromiche ad ereditarietà Mendeliana (e per le quali si conosce il gene e per le quali è ben calcolabile il rischio di ricorrenza nei familiari) che si possono manifestare anche con la formazione/rottura di aneurisma cerebrale. Per questo motivo, nel caso vi sia il sospetto di una forma sindromica, è necessario sottoporsi a consulenza genetica.

    • Gent. Signore,

      grazie del messaggio e dell’interesse. Non è possibile rispondere a priori alla sua domanda. Esistono forme tumorali sporadiche e forme a marcata suscettibilità genetica. La valutazione va necessariamente fatta in sede di consulenza genetica. Solo durante la consulenza è infatti possibile raccogliere tutti i dati clinici e ricostruire l’albero genealogico.

      Distinti saluti

  4. Salve, mio zio e mio nonno sono morti per infarto in età relativamente giovane (50 e 64 anni) personalmente non so se avessero patologie cardiache, ma c’è il rischio che ciò che è successo a loro possa succedere anche a me?

    • Gent. Sig. Franco,
      molte grazie per il messaggio e per l’interesse nei nostri contenuti. La cardiopatia ischemica è una delle patologie più frequenti della popolazione generale. Si pensa che alcuni fattori genetici possano predisporre a tale patologia, ma nell’ambito di un’eziologia multifattoriale, nella quale intervengono anche fattori ambientali (come, ad esempio, lo stile di vita). Eccezion fatta per alcune condizioni genetiche che inducono un’elevata concentrazione di colesterolo o trigliceridi nel sangue o altre patologie cardiache di origine genetica, come ad esempio alcune forme di miocardiopatia, il rischio di ricorrenza di eventi ischemici nei consanguinei non è da ritenersi a priori aumentato. Resta comunque consigliata la consulenza genetica.

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